Crittovalute e redditi

Crittovalute e redditi

L’avvento del bitcoin e delle crittovalute in genere ha avuto un impatto notevole dal punto di vista di creazione di ricchezza in termini di plusvalore, a seguito delle forti oscillazioni delle quotazioni.

Nondimeno  l’ immissione ed utilizzo nei circuiti commerciali di tali strumenti alternativi di pagamento ha generato dubbi sulle modalità operative, dubbi che ad oggi il Legislatore italiano non ha ancora affrontato.

L’unico intervento ufficiale in materia da parte dell’Agenzia delle Entrate è la Risoluzione 72/E del 2016 (si ma direte voi, cosa ci azzecca l’Agenzia delle Entrate con il Legislatore? Ci azzecca, ci azzecca…. e chi mi dà la risposta vince un buono sconto sulle prossime tasse…).

A seguito di interpello da parte di una società di intermediazione di bitcoin (compravendita per propri clienti), la stessa chiede all’Agenzia delle Entrate qual e’ il corretto trattamento applicabile alle predette operazioni di acquisto e di cessione di moneta virtuale, ai fini dell’Iva e delle imposte dirette (Ires ed Irap) ed alle commissioni pagate dai clienti.

l’Agenzia afferma che il bitcoin è una tipologia di moneta virtuale, o meglio criptovaluta, utilizzata come moneta alternativa a quella tradizionale avente corso legale emessa da una Autorità monetaria. Viene definita quindi moneta estera.

Il reddito derivante da tale specifica attività (le commissioni) viene inquadrato da parte dell’Agenzia come reddito imponibile ai fini ires e irap.

Dal punto di vista dell’iva le commissioni scontano il regime di esenzione ex art.10 DPR 633/72.

Passaggio molto importante per i privati è il seguente:

“Per quanto riguarda la tassazione ai fini delle imposte sul reddito dei clienti della Società, persone fisiche che detengono i bitcoin al di fuori dell’attività d’impresa, si ricorda che le operazioni a pronti (acquisti e vendite) di valuta non generano redditi imponibili mancando la finalità speculativa”.

Entusiasmante? Si ma fino ad un certo punto, perché dobbiamo ricordarci che la Risoluzione è la risposta ad un interpello di un contribuente, vincolante per l’Agenzia solo nei contronti di quel contribuente (come dire, una rondine non fa primavera).

Pertanto:

Attenzione alla gestione delle crittovalute in ambito imprenditoriale. Le plusvalenze generate in ambito imprenditoriale sono sempre imponibili (come del resto ce lo ricorda la citata risoluzione).

Attenzione alle giacenze di liquidità in Euro, o in altra valuta fiat, all’estero a seguito di conversione di crittovalute, che può far scattare l’obbligo del quadro RW in dichiarazione dei redditi ( chiedete al Vs commercialista cos è, è  vedrete che alzerà, sconsolato, gli occhi al cielo….).

Alla prossima.

Dr Nicola Mazzoni

Responsabile Fiscalità e Crittovalute

By | 2017-07-22T08:19:46+00:00 July 22nd, 2017|Commercianti, Fiscalità e Crittovalute|6 Comments

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6 Comments

  1. Drago82 July 22, 2017 at 8:44 am - Reply

    Un mondo ancora inesplorato per molti. È per questo che non hanno tassato nulla. Quando si renderanno conto che le criptovalute domineranno nel campo finanziario prenderanno provvedimenti anche in questo settore…
    Purtroppo come noto da anni lo Stato tasso tutto il tascabile!!!

  2. Franco Spinella July 22, 2017 at 9:50 am - Reply

    non puoi tassare una crittovaluta…e non potranno mai farlo. è come se io baratto con te una mucca con 10 conigli.. che cosa mai potrei pagare di tassa? possono inventare cosa vogliono… pososno anche cercare di vietarne l’uso… ma i coglioni saremo noi se continuiamo a dare retta a costoro! Il potere è del popolo! Siamo noi a decidere!
    Iniziamo a pensare di non voler più delegare niente a prenderci le responsaiblità.. dopo di chè quando il fisco viene da te, che hai già disconosciuto lo stato e tolto la delega di amministrare i tuoi beni…
    vedrai come tante cose ti appariranno pi chiare!
    Lo Stato si tasserà da solo alla fine!

  3. Leonardo July 22, 2017 at 7:06 pm - Reply

    Se ci dobbiamo svincolare di un sistema marcio e schiavista come quello attuale dobbiamo continuare a sostenerlo ed alimentarlo facendoci ancora del male?
    E’ Giusto tassare il reddito da lavoro ma per le persone fisiche ma chi produce il reddito è un computer ed un computer non è persona fisica come lo si tassa?

    • Franco Spinella July 23, 2017 at 6:31 am - Reply

      Non ho capito bene il tuo commento. Nessuno sta sostenendo il sistema ci mancherebbe. L’autore dell’articolo dice solo quello che è los tato attuale, e i negozi che si trovano sul territorio devono avere a che fare con il sistema marcio e corrotto. Quindi gli va suggerito quali sono i comportamenti da adottare per non avere problemi
      Le soluzioni estreme ci sono, ma tieni conto che i negozianti vivono dentro matrix e dunque terrorizzati dal sistema e dalla dittatura fiscale cui sono sottoposti.
      Se pensi che basta che uno chiuda la partita iva per risolvere ogni problema. Dientando un privato puoi tranquillamente vendere accettando i pagamenti da altri privati in crittovaluta senza che ti possano dire niente..
      Ma qui siamo su un altro livello di autodeterminazione cui pochi sono cosi evoluti da capire che cambiando status cambiarebbe anche la loro vita…
      per cui è giusto dare ai negozi di Matrix gli strumenti e le informazioni che permettano loro di poter accettare il dinastycoin in sicurezza e con le giuste modalità.

    • Franco Spinella July 23, 2017 at 6:33 am - Reply

      E in ogni caso la mia opinione è che NON e’ GIUSTO proprio per niente tassare il Reddito da LAVORO. Anzi la ritengo una pratica oscena che va contro i diritti elementari dell’essere umano (libertà individuale e libero arbitrio) . L’unica tassa che deve essere applicata sulle monete fiat deve essere relativa al reddito da Investimento e speculazione! li allora tassa anche al 75% sugli utili derivati!
      Ma se fai caso avviene proprio il contrario!

  4. Deborah July 24, 2017 at 11:24 am - Reply

    Giustissimo sono in sintonia con te Franco !
    La tassazione sul reddito da lavoro e’un ladrocinio.

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